Risposta ad Anselmo Testi in occasione del libro di poesie "Questa fragile lingua di sole" (edito da Aletti Editore nel 2011)

Dio è tornato a parlare nella voce del poeta,
nella tua, Anselmo,
e narra ora i giorni sulla terra
la dimora che ci tiene
vicino alla madre
primo amore mai spento

Oggi nelle tue parole
sento che Dio è il cuore acceso del poeta
l’imperitura zolla
che toccò in punta di piedi
o con dura audace forza

Lì si celano le stimmate
del tempo
divenuto eterno

E l’eterno è questo soffio
che nomina gli oggetti
i tempi della memoria

In questo eterno
Anselmo è Dio vivente
che parla a se stesso e agli umani
di questa essenza
rimasta a loro ignara

La consapevolezza del poeta
è questo sguardo raro
come raro è il dono
è la prospettiva non detta
e pur vissuta
nel suo “tempo sospeso”
nel suo “altrove”
dove l’anima si schiude
e diviene altro ancora:
Ritrovamento
senza limiti
Dio trascendente e  immanente
a un tempo
è l’uomo poeta
che in te parla
ed indica l’essenziale
del qui e ora
l’essenziale
di ciò che ancora è ignoto

Come veggente in attesa
in te riemerge
l’interrogativo primo:
Perché la vita
Perché la morte
Perché Anselmo

Il senso di una storia
mai finita

Fino all’ultimo istante
la visione del poeta
è dono all’essere
della sua stessa essenza
è ridonare il dono

Genova, 2 giugno 2011
Grazia Apisa Gloria



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