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Carissima Maria,
mi sembra di "conoscerti" da sempre. In questa tua opera c’è una sacralità nuova. Ogni poesia è illuminata da un’intensità che c’illumina e al tempo stesso rimane incanto inspiegabile, irriproducibile se non nelle tue stesse parole poetiche. E allora non resta che rileggerle per ritrovare quel primo incanto che trasmettono.
Preziosi sguardi intrisi di ricordi, emozioni dell’istante, immagini, divengono sintesi in dialogo tra interno-esterno.
Ogni occasione del giorno e della notte è attimo d’incontro creativo con l’altra te stessa, con lo sguardo lucente che vede oltre il vedere con l’organo della vista; entra nel senso svelato da un evento che si offre, dalla natura stessa delle cose, degli oggetti, dei luoghi, per divenire altro significante, per dirsi in un linguaggio allusivo che dal visibile trasmigra nell’invisibile.
Un’arte alchemica quanto mai preziosa la tua, gemmazione continua di intuizioni originali, che pur nel velato ermetismo, illuminano lo sguardo del lettore di lampi e bagliori, regalandogli il dono di accedere al mistero profondo e inquieto della vita che diviene arte poetica, nel vivere ogni evento, dal più grande al più piccolo a tutto tondo, a trecentossessanta gradi.
Di ogni tuo scritto poetico si potrebbero riempire pagine, ma non direbbero mai lo stupore incantato che si prova nel leggerli, ritrovando in noi le eterne e universali corrispondenze.
Grazia Apisa Gloria
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